Nel 1995 il Franciacorta ha ottenuto l’ambita dicitura di Denominazione di Origine Controllata e Garantita, mentre nel 2002 ha conquistato un importante riconoscimento da parte dell’Unione Europea che ha permesso ai produttori di indicare in etichetta solo il termine Franciacorta, senza dover aggiungere la sigla DOCG.
Franciacorta: una sola parola che definisce il metodo di produzione, il vino ed il territorio dove si trovano le sue vigne ed hanno sede i produttori.
Questo vino è prodotto con uve Chardonnay e/o Pinot nero. Fino ad un massimo del 50% dell’uvaggio è consentito anche l’uso del Pinot bianco. Il disciplinare stabilisce che si possano produrre al massimo 100 quintali di uva per ettaro, al fine di preservarne la grande qualità.
La vendemmia avviene con metodo manuale e i grappoli vengono sistemati in piccole cassette, che li conservano integri fino al raggiungimento delle cantine, dove vengono tenuti divisi i diversi raccolti dei vari vigneti.
I tempi di produzione sono molto lunghi: il Franciacorta non millesimato richiede 7 mesi prima che il vino di base possa essere addizionato con i lieviti e poi imbottigliato, e poi devono passare altri 18 mesi di rifermentazione in bottiglia, prima di essere sottoposto a sboccatura. I tempi però si allungano se si parla di Satén e di Rosé non millesimati: i mesi in questo caso diventano 24.
Si può arrivare a 30 mesi di attesa per i Franciacorta millesimati e 60 per un Franciacorta Riserva.
Per conservare correttamente le bottiglie, le si dovrebbe tenere coricate affinchè il tappo rimanga umido ed espanso e possa mantenere una buona tenuta. Si richiede un luogo di conservazione buio e fresco, con una temperatura che rimanga costante tra i 10 ed i 15°.
Il Franciacorta non millesimato è caratterizzato da un colore giallo paglierino, con riflessi verdolini o dorati. Il suo profumo richiama le note caratteristiche della fermentazione in bottiglia e sono evidenti i sentori di lievito e di crosta di pane, arricchiti da note di frutta secca ed agrumi.
Come precedentemente accennato, ci sono altre tipologie di Franciacorta: il Satén, il Rosé, il Millesimato ed il Riserva.
Il Satén si distingue dagli altri per l’uvaggio (prevalenza di uve Chardonnay e utilizzo di Pinot bianco fino ad un massimo del 50%) e per una minore pressione in bottiglia, che ne determina un gusto più morbido, caratterizzato da un perlage finissimo e persistente.
Il Rosé è caratterizzato da un uvaggio composto da uve Chardonnay, da Pinot bianco e Pinot nero. Quest’ultimo deve essere presente in una percentuale minima del 25%, ma solitamente in commercio si trovano vini con percentuali maggiori.
Le uve bianche e rosse sono fatte vinificare in separata sede.
Il millesimato si distingue perché è ottenuto da vini base riferiti ad una sola annata nella percentuale minima dell’85%. Sull’etichetta è infatti riportato il millesimo, cioè l’anno della vendemmia.
Il Riserva rappresenta il massimo grado di qualità di un Franciacorta: si tratta di un millesimato che può essere immesso al consumo solo dopo 67 mesi dalla vendemmia.
Chiara Bardini – Responsabile Comunicazione Everywine.biz
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